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Dieta a Zona Come Funziona?

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Cos’è la dieta a zona come funziona?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché vorresti perdere peso e stai valutando di cominciare una dieta dimagrante.

Oggi parleremo dei benefici e delle controindicazioni della dieta a zona, ideata da Barry Sears, un biochimico americano che ha svolto diverse ricerche sugli eicosanoidi, delle molecole derivate da un acido grasso (l’acido arachidonico).

Secondo lo studioso infatti è possibile tramite una particolare dieta modulare la produzione di queste molecole, in grado di portare dei vantaggi agli sportivi e a chi desidera perdere peso.

Questa dieta ha avuto così successo in America che si è diffusa presto anche in altre parti del mondo, a volte subendo alcune variazioni (come ad esempio la dieta a zona vegana e vegetariana).

Vediamo nello specifico di cosa si tratta, se la dieta a zona funziona veramente e soprattutto quali sono i suoi benefici e controindicazioni.

Dieta a Zona Cos’è?

La dieta a zona è un metodo per dimagrire che si basa su una particolare gestione dei cibi, che ha l’obiettivo di controllare la secrezione di ormoni, l’indice glicemico e i livelli di colesterolo.

Secondo l’ideatore di questa dieta infatti è possibile attraverso l’assunzione controllata di determinati cibi, equilibrare la secrezione di insulina e glucagone, due importanti ormoni che svolgono un ruolo fondamentale nell’assunzione e nel rilascio degli zuccheri.

I lipidi infatti favoriscono la secrezione di insulina mentre le proteine stimolano la produzione di glucagone quando non sono presenti glucidi nel pasto.

In particolare secondo questo regime alimentare i macronutrienti devono essere distribuiti secondo la formula:

  • 40% carboidrati
  • 30% proteine
  • 30% grassi

Allo stesso tempo attraverso la selezione degli alimenti è possibile regolare anche la quantità di eicosanoidi, delle molecole importantissime che controllano diverse funzioni fisiologiche.

Partendo dal concetto che gli acidi grassi essenziali omega 6 sono i precursori degli eicosanoidi cattivi (favoriscono l’infiammazione) mentre gli omega 3 sono i precursori degli eicosanoidi buoni (inibiscono l’infiammazione), secondo Barry Sears il loro rapporto nella dieta dovrebbe essere di 1:4.

La dieta a zona si basa su quattro principi fondamentali, che sono:

Benefici e Controindicazioni Dieta a Zona

Secondo i sostenitori della dieta a zona, questo metodo porterebbe diversi benefici all’organismo, fra cui:

  • Controllo del peso
  • Maggiore tonicità muscolare
  • Miglioramento delle performance sportive
  • Miglioramento dell’umore
  • Maggiore concentrazione e lucidità
  • Migliore qualità del sonno e diminuzione della sonnolenza
  • Resistenza ai processi di invecchiamento
  • Resistenza alle infezioni
  • Riduzione del rischio cardiovascolare

Tuttavia va evidenziato che secondo alcuni nutrizionisti e medici, non ci sono abbastanza evidenze scientifiche che sostengano tali conclusioni.

Ed in particolare non si può dimostrare scientificamente che le ipotesi principali dell’ideatore della dieta a zona siano vere, ovvero che:

  • la dieta a zona regola la produzione di insulina e glucagone
  • l’insulina favorisce la produzione di eicosanoidi cattivi e il glucagone di eicosanoidi buoni

Tuttavia è vero anche che esiste un particolare enzima (Delta-5-Desaturasi), che favorisce l’aumento di eicosanoidi cattivi che viene stimolato dall’insulina ed inibito dal glucagone.

Anche se non sono dimostrati tutti i benefici della dieta a zona, ci sono delle controindicazioni?

Come per ogni regime alimentare che dispone di regole bene precise, è sempre necessario valutare i possibili effetti collaterali caso per caso.

Anche la dieta a zona non è sempre ben tollerata, ed in genere non è la più adatta per sportivi. E’ invece da evitare assolatamente in caso di patologie specifiche.

Ricorda che per maggiore sicurezza è consigliato chiedere sempre un parere al proprio nutrizionista.