Dormire poco fa ingrassare? I 4 meccanismi che nessuno ti spiega

dormire poco fa ingrassare

Indice dei Contenuti

Dormire poco fa ingrassare, e non è un modo di dire da rivista: è una sequenza ormonale precisa, che parte la notte stessa in cui hai chiuso gli occhi alle due e ti presenta il conto il giorno dopo, a tavola. Se ti è capitato di attraversare una settimana con il sonno spezzato e di ritrovarti con la pancia più gonfia, una fame che non si spegneva mai e la sensazione di aver mangiato male senza averlo davvero deciso, non hai perso il controllo. Hai un corpo che ha fatto esattamente quello che doveva fare in condizioni di emergenza. In questo articolo ti spiego cosa succede tra le due di notte e le quattro del pomeriggio del giorno dopo, perché la forza di volontà qui non c’entra quasi nulla, e da dove si riparte per rimettere insieme le due cose.

Dormire poco fa ingrassare: cosa succede davvero nel corpo

Partiamo da un equivoco che sento ripetere in studio quasi ogni settimana: “Dottore, ma io la notte dormo poco e quindi brucio di più, sono sveglia, mi muovo.” Purtroppo no. Il corpo non ragiona come un contatore. Il corpo ragiona come un sistema che deve sopravvivere, e una notte corta per lui non è una notte in cui hai fatto qualcosa in più. È una notte in cui è mancato qualcosa di essenziale.

Quando il sonno si accorcia o si frammenta, succedono tre cose insieme. La prima riguarda due ormoni che regolano fame e sazietà e che cambiano concentrazione già dopo poche notti storte. La seconda riguarda il cortisolo, l’ormone che il corpo produce quando percepisce una richiesta a cui fatica a rispondere: resta più alto del dovuto e cambia il modo in cui vengono gestiti gli zuccheri e dove viene depositato il grasso. La terza riguarda il cervello, che con poche ore di sonno alle spalle valuta il cibo in modo diverso, ed è la parte di cui nessuno ti parla mai.

Nessuna delle tre dipende da quanto sei determinata. Tutte e tre dipendono da quante ore hai davvero dormito e da quanto quel sonno è stato continuo. Ed è per questo che una settimana di notti corte può mandare all’aria un mese di impegno a tavola senza che tu abbia cambiato una virgola nel piatto.

I due ormoni che decidono quanta fame avrai domani

Si chiamano grelina e leptina, e il modo più onesto per spiegarteli è questo: la grelina è l’ormone che accende la fame, la leptina è quello che la spegne. Uno preme l’acceleratore, l’altro il freno. In un corpo riposato lavorano in equilibrio e tu, semplicemente, mangi quando hai fame e ti fermi quando sei sazia, senza doverci pensare.

La privazione di sonno rompe questo equilibrio in modo documentato da oltre vent’anni di ricerca. Uno degli studi più citati in letteratura, condotto all’Università di Chicago e pubblicato su Annals of Internal Medicine nel 2004, ha mostrato che in soggetti sani bastavano due notti da quattro ore per far salire la grelina, scendere la leptina e aumentare in modo netto la fame percepita e il desiderio di cibi densi e dolci. Due notti. Non due mesi.

Tradotto nella tua giornata reale: ti svegli dopo aver dormito male e il tuo corpo ha già deciso, prima che tu metta i piedi giù dal letto, che oggi avrai più fame del solito e che ti sazierai più tardi. Non è una tua impressione. È una condizione di partenza diversa. La differenza tra te e la te stessa di una settimana prima non è la determinazione: è la chimica con cui ti sei svegliata.

Ed è qui che si innesca il circolo che vedo nelle donne che arrivano da me esauste: mangiano, non si saziano, mangiano ancora, e poi si accusano. Ma accusare la propria volontà di un problema che è partito alle tre di notte è come arrabbiarsi con il tachimetro perché l’auto va piano. Il problema non sei tu — è il metodo che hai usato finora per leggere quello che ti succede.

Cortisolo e peso: perché la notte spezzata si vede sul girovita

Il cortisolo è l’ormone che il corpo alza quando percepisce una domanda superiore alle risorse disponibili. Lavoro, figli, pensieri, e sì: anche una notte troppo corta. Per il corpo una notte da cinque ore è a tutti gli effetti una richiesta a cui rispondere, e risponde come sa fare, tenendo alto il cortisolo nelle ore in cui invece dovrebbe scendere.

Il cortisolo alto cronicamente fa tre cose che ti riguardano da vicino. Rende i tessuti meno sensibili all’insulina, cioè costringe il corpo a produrne di più per gestire gli stessi zuccheri, e l’insulina alta è un segnale di deposito, non di consumo. Favorisce l’accumulo di grasso nella zona addominale profonda, quella attorno agli organi, che è esattamente la zona che ti fa sembrare “più larga” anche quando la bilancia non si è mossa. E trattiene liquidi, cioè ti dà quella sensazione di gonfiore e pesantezza che al mattino, davanti allo specchio, ti fa pensare di aver sbagliato tutto la sera prima.

Se vuoi approfondire questo meccanismo nello specifico, ne ho scritto in modo dettagliato nell’articolo sulla pancia da cortisolo, dove spiego perché si forma proprio lì e cosa la fa davvero sgonfiare.

Una cosa va detta con chiarezza, perché la sento travisare spesso: il cortisolo non è il nemico. È un ormone indispensabile, è quello che ti fa alzare la mattina e reagire quando serve. Il problema non è che c’è. Il problema è che resta alto quando dovrebbe scendere, e il sonno insufficiente è una delle condizioni che glielo impediscono con più costanza.

Se ti riconosci in questo quadro — notti corte, gonfiore che non passa, fame che non si spegne — il primo passo non è l’ennesima dieta. È capire quale di questi meccanismi è acceso nel tuo caso specifico. La consulenza gratuita serve esattamente a questo.

dormire poco fa ingrassare

Perché dormire poco fa ingrassare anche se mangi le stesse cose

Questa è la parte che sorprende di più le pazienti, perché smonta l’idea che tutto si giochi sul piatto. Anche a parità di quello che mangi, una notte corta cambia il risultato. Per tre ragioni.

La prima è la sensibilità all’insulina. Dopo poche notti insufficienti, lo stesso identico pasto viene gestito peggio: la glicemia sale di più e resta alta più a lungo, e il corpo risponde con più insulina. Il pasto non è cambiato. È cambiato il terreno su cui arriva. Questo è il motivo per cui una donna può raccontarmi, in perfetta buona fede, di aver mangiato “come sempre” e di sentirsi comunque più gonfia e più stanca dopo pranzo. Se ti ritrovi in questa descrizione, trovi gli altri segnali raccolti nell’articolo sui sintomi dell’insulino resistenza nella donna.

La seconda è il movimento spontaneo, quello che nessuno conta perché nessuno lo vede. Quando sei esausta ti muovi meno, e non in palestra: nella vita. Prendi l’ascensore, resti seduta un quarto d’ora in più, parcheggi più vicino, rimandi la camminata. Sono gesti minuscoli che in una giornata non significano niente e in un mese significano moltissimo. La stanchezza non ti toglie la motivazione: ti toglie i movimenti che facevi senza accorgertene.

La terza è la più interessante e riguarda il cervello. Con poche ore di sonno alle spalle, la corteccia prefrontale — l’area che valuta, pondera e dice “forse no” — lavora in modo meno efficiente, mentre le aree che rispondono alla gratificazione immediata rispondono di più. In parole semplici: la parte di te che sa cosa sarebbe meglio è sotto tono, e la parte di te che vuole conforto subito è sopra tono. Non è un difetto del tuo carattere. È uno squilibrio temporaneo tra due sistemi cerebrali, e si corregge dormendo, non promettendoti di essere più brava domani.

Non è fame vera: come riconoscere il segnale della notte corta

C’è un modo abbastanza affidabile per capire se quella che senti è fame fisiologica o l’eco di una notte insufficiente, e te lo do perché funziona.

La fame vera è generica. Si presenta gradualmente, cresce, e accetta risposte diverse: un piatto di pasta, un uovo, del pesce, va bene qualunque cosa sazi. La fame che nasce da una notte corta, invece, è specifica e ha fretta. Arriva all’improvviso, spesso a metà mattina o a metà pomeriggio, e non vuole del cibo: vuole quel cibo. Qualcosa di dolce, o di croccante e salato, e lo vuole adesso. Se ti riconosci in questa seconda descrizione, non stai cedendo a una golosità: stai rispondendo a una richiesta di energia rapida che il tuo corpo ha formulato stanotte. Ne ho parlato più a fondo nell’articolo su perché arriva sempre la voglia di dolce.

C’è poi un secondo segnale, ed è temporale. Se la fame del pomeriggio compare quasi solo nei giorni che seguono una notte storta, e si ridimensiona da sola nelle settimane in cui hai dormito, non hai un problema con il cibo. Hai un problema con il sonno che si manifesta attraverso il cibo. Sono due cose diverse e richiedono interventi diversi: inseguire la seconda con l’ennesimo piano restrittivo è il motivo per cui tante donne girano a vuoto per anni.

Cosa fare davvero: la sequenza che rimette insieme sonno e peso

La risposta più comune a questo problema è anche la più inutile: “dormi di più”. Se fosse così semplice l’avresti già fatto. Chi ha quarantacinque anni, un lavoro, una famiglia e una testa che si accende quando il resto della casa si spegne non ha bisogno del consiglio di dormire: ha bisogno di capire cosa glielo impedisce. Nella scheda dell’Istituto Superiore di Sanità sull’insonnia stress e ansia compaiono tra le cause principali, e nelle donne che seguo sono quasi sempre il punto di partenza.

Quello che funziona, e che è l’ossatura del nostro lavoro, è una sequenza in tre fasi, e l’ordine conta più del contenuto.

Si parte dalla disinfiammazione, cioè dall’abbassare il livello di allerta in cui vive il corpo. Non significa togliere alimenti: significa ridare al corpo pasti regolari, sufficienti e completi, perché un organismo che non sa quando arriverà il prossimo pasto resta in difesa e un organismo in difesa non dorme bene. Qui la mossa più efficace è quasi sempre controintuitiva: aggiungere cibo dove manca, tipicamente a colazione e a pranzo, non toglierlo. La fame serale che ti tiene sveglia nasce quasi sempre da un vuoto creato dodici ore prima.

Poi viene la riattivazione metabolica, cioè insegnare al corpo che può permettersi di consumare di nuovo. Un corpo che ha passato anni a essere tenuto a stecchetto ha imparato a risparmiare, e il risparmio comprende anche il sonno leggero, perché un organismo in allerta non si concede il riposo profondo. Man mano che l’apporto si normalizza e la giornata alimentare diventa prevedibile, il sonno si approfondisce quasi sempre prima che la bilancia si muova. È uno dei primi segnali che le pazienti mi riportano, e di solito arriva nelle prime settimane.

Infine l’educazione alimentare, che è la parte che rende il risultato tuo e non del piano. Significa imparare a costruire una giornata che regge anche quando hai dormito male — perché le notti storte capiteranno ancora — senza che una notte da cinque ore si trasformi automaticamente in una giornata di caos e in tre giorni di sensi di colpa. Nessun alimento è proibito: cambia il contesto in cui lo mangi.

Accanto a questo, due abitudini valgono più di qualunque integratore. La prima è dare al corpo un orario di risveglio stabile, anche nel fine settimana, perché il ritmo si ancora alla luce del mattino molto più che all’ora in cui vai a letto. La seconda è spostare la cena il più lontano possibile dal momento in cui ti corichi e renderla completa invece che “leggera”: una cena troppo scarna è una delle cause più sottovalutate dei risvegli alle tre di notte. Ho approfondito il legame nei due sensi nell’articolo su sonno e alimentazione.

Il punto, in una riga

Dormire poco fa ingrassare non perché ti renda più debole, ma perché cambia gli ormoni della fame, tiene alto il cortisolo, peggiora il modo in cui gestisci gli zuccheri e abbassa la parte di cervello che decide. Sono quattro meccanismi fisiologici, non quattro prove della tua inadeguatezza. E hanno una caratteristica che li rende meno spaventosi di quanto sembrino: sono reversibili. Non è colpa tua, e soprattutto non è definitivo.

La cosa che continuo a ripetere alle donne che arrivano in studio dopo anni di tentativi è che il corpo non si convince a forza di restrizioni. Si convince quando smette di sentirsi sotto assedio. E un corpo che non è sotto assedio, prima ancora di cambiare forma, ricomincia a dormire.

Se ti sei riconosciuta in quello che hai letto, il passo più utile che puoi fare adesso non è cambiare dieta: è capire quale di questi meccanismi è attivo nel tuo caso. Lo guardiamo insieme, senza impegno, nella consulenza gratuita: prenota qui il tuo appuntamento e partiamo da dove sei davvero.

Dott. Valerio Morello
Biologo nutrizionista — Dieta Flessibile


Avvertenza. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o di un professionista sanitario. Se soffri di disturbi del sonno persistenti, parlane con il tuo medico curante: l’insonnia cronica può essere legata a condizioni che richiedono una valutazione clinica specifica.

Condividi l'articolo

Dimagrisci senza stress
Grazie a Dieta Flessibile®

Indice dei Contenuti

Sei pronta a iniziare il tuo cambiamento, ma non sai da dove partire?

Non preoccuparti: voler migliorare è già il primo passo, e tu oggi l’hai fatto. 

Ora lascia che i nostri consulenti esperti ti prendano per mano. 

Analizzeranno i tuoi obiettivi, ascolteranno le tue esigenze e creeranno un percorso su misura per te, che ti aiuterà a trasformare il tuo corpo senza sacrifici. 

Non dovrai fare tutto da sola: con il nostro supporto, raggiungere i risultati sarà più semplice e veloce di quanto immagini.

Richiedi una consulenza telefonica gratuita con un consulente esperto.

Dieta Flessibile®

Sei nuovo nel mondo della Dieta Flessibile®?

Richiedi una Consulenza Telefonica Gratuita con un Consulente Esperto.

Copyright 2020 - Dieta Flessibile Italia è un marchio del dott. Mario Giglio concesso in licenza a Nutricoaching srl - Via San Gregorio 55 - Milano (MI) 20124 - P.IVA: 11261630963 - REA: MI - 2590833 - nutricoachingsrl@pec.it- Tutti i diritti riservati

DISCLAIMER

I risultati variano in base al punto di partenza, obiettivi e sforzo. L’esercizio fisico e una dieta adeguata sono necessari per ottenere e mantenere il dimagrimento, la perdita di peso e la definizione muscolare. I testimonial utilizzati possono aver utilizzato più di un prodotto di Dieta Flessibile o aver esteso il programma per l’ottenimento del risultato mostrato.

Consultare il proprio medico e seguire tutte le istruzioni di sicurezza prima di iniziare qualsiasi programma di allenamento o di utilizzare qualsiasi integratore, piano nutrizionale o prodotto sostitutivo del pasto, soprattutto in caso di gravidanza, allattamento o se si hanno condizioni mediche uniche o speciali.

I contenuti del nostro sito Web sono solo a scopo informativo e non intendono diagnosticare alcuna condizione medica, sostituire la consulenza di un operatore sanitario o fornire dispositivi medici, diagnosi o trattamento.

Le vicende raccontate in questa pagina sono state descritte a scopo promozionale e esplicativo del prodotto presentato su questa pagina.

Qualsiasi riferimento con persone, fatti e luoghi è puramente casuale e dovuto a opera d’ingegno.

Questo viene fatto a protezione della riservatezza e della privacy dei clienti, i fatti riportati nella presentazione del prodotto sono realistici ma non legati a persona riconosciuta o riconoscibile.

Le foto riportate di risultati sono reali e ottenute grazie al protocollo presentato.

Le testimonianze presenti sono state raccolte da persone reali e si riferiscono ai risultati che queste hanno raggiunto personalmente. Il raggiungimento dei risultati individuali non è garantito e gli esiti possono variare da persona a persona.

La provenienza delle immagini utilizzate è verificata scrupolosamente. Se per errore fossero state utilizzate foto e risorse non autorizzate, NutriCoaching SRL e gli autori s’impegnano a provvedere immediatamente alla cancellazione delle stesse o alla citazione dell’autore.

I risultati ottenibili con il programma presentato, sono variabili e dipendono dall’impegno profuso dal partecipante al programma, dal rispetto del protocollo nella sua interezza e dall’accompagnare gli allenamenti a una dieta idonea e equilibrata.

Prima dello svolgimento del protocollo è importante avere un parere medico sull’idoneità fisica del partecipante per poter affrontare il programma.

La Nutricoaching SRL – Via San Gregorio 55, 20124 Milano (MI) VAT: P.IVA: 11261630963 è esente da ogni responsabilità per danni e conseguenze economicamente rilevanti meritevoli di eventuale tutela dovuta all’uso del prodotto presentato in questa pagina.

La società Nutricoaching SRL è altresì esente da ogni responsabilità per un utilizzo del prodotto in caso di parere medico contrario, o di un suo utilizzo in presenza di qualsiasi condizione fisica limitativa all’attività motoria e all’attività sportiva, o condizioni mediche che impediscono l’utilizzo corretto dei prodotti di Nutricoaching SRL.

Con l’acquisto del prodotto, ci si assume la piena e esclusiva responsabilità per tutti i rischi connessi allo svolgimento delle attività descritte nel percorso, esonerando completamente la società, i suoi amministratori, i suoi dipendenti, sottoposti, collaboratori, partner e qualsiasi figura negozialmente legata alla suddetta società, da qualsiasi responsabilità per eventuali danni subiti.

Acquistando il prodotto si accettano le clausole qui sopra riportate, senza ulteriori richiami, specificazioni o modulistica integrativa.

Questo sito non fa parte del sito Facebook o Facebook Inc. Inoltre, questo sito 
NON è approvato da Facebook in alcun modo. FACEBOOK è un marchio registrato di FACEBOOK, Inc.